SCALTENIGO E BALLÓ, UNA SPERANZA PER LE FAMIGLIE

Lo scorso giovedì 13 novembre alle ore 20.30 nella chiesa di Scaltenigo si è tenuto un incontro molto partecipato dei cresimandi di Scaltenigo e Balló e dei loro genitori, assieme a qualche padrino ed assieme ad altri ragazzi delle Superiori. Il motivo dall’incontro era la presentazione di una nuova modalità di accompagnamento dei ragazzi dopo la Cresima, che purtroppo frequentemente è invece il sacramento “dell’addio alla Chiesa”, con l’abbandono totale della pratica religiosa da parte dei cresimati, eccetto lodevoli eccezioni. L’incontro è stato introdotto dal parroco, Don Michele Tronchin, che ha presentato a genitori e ragazzi il sacerdote Don Gianvito Sanfilippo, originario di Mestre, venuto con la sua équipe, formata da coppie di sposi della parrocchia di San Giovanni Evangelista di Mestre. Don Gianvito è un vero e proprio missionario dei giovani: è stato lui ad iniziare 26 anni fa a Roma, su richiesta di un parroco, l’esperienza del “Post Cresima” secondo delle modalità innovative, esperienza che ha raggiunto 40 diverse nazioni del mondo, ad ogni latitudine e longitudine: da Roma a Parigi, a Londra, a New York, all’Ucraina, all’Egitto alla Corea, al Brasile, all’India, all’Australia… e aiutando decine di migliaia di giovani a ritrovare, nella fede in Cristo, la propria identità umana e spirituale e un nuovo rapporto di stima e fiducia con i propri genitori. La novità di questo percorso è stata illustrata da Don Gianvito con grande forza e profondità, toccando i cuori di molti: i genitori hanno ascoltato con grande attenzione e partecipazione il sacerdote veneziano spiegare che nell’adolescenza i ragazzi vivono profonde e rapide trasformazioni a tutti i livelli ma il più delle volte vivono immersi nella paura: paura di vivere, paura di deludere, paura di non essere all’altezza, paura di non valere, paura di amare… Don Gianvito ha svelato che l’unico antidoto efficace alla paura è l’amore di Cristo, che i ragazzi possono riconoscere nella generosità di giovani coppie, adulte nella fede, che li accolgono nelle loro case in piccoli gruppi, e che li aiutano a guardare al futuro con gioia e speranza. Già diversi ragazzi delle parrocchie di Scaltenigo e Balló, dalla 3a Media alla 5a Superiore, incoraggiati dai loro genitori, hanno aderito a questa nuova proposta di crescita, invitando inoltre altri amici, loro coetanei, ad unirsi al gruppo. Al termine dell’incontro, l’intera comunità si è ritrovata nel Patronato per un momento di festa, reso ancora più speciale da un ricco e apprezzatissimo buffet. A prepararlo non sono stati semplici volontari, ma la squadra amatoriale di calcio Górnik Mirano, che ha saputo trasformare l’entusiasmo sportivo in autentico spirito di servizio. Guidati con passione da Gigliola e Gino, cuochi per vocazione prima ancora che per abilità, molti giocatori hanno risposto senza esitazione all’invito di Don Michele. Si sono messi in gioco con generosità, indossando per una sera non la divisa da gara, ma grembiuli e guanti, pronti a offrire il proprio tempo ai più giovani della comunità. La loro presenza ha dato un volto concreto alla parola “servizio”: un gruppo affiatato, abituato a correre sul campo, che ha scelto di correre anche accanto alle famiglie e ai ragazzi, dimostrando quanto lo sport, quando è sano, sappia creare legami capaci di andare oltre il calcio. Un gesto semplice, ma profondo, che ha contribuito a rendere questa nuova esperienza ancora più accogliente e carica di speranza per il cammino dei ragazzi di Scaltenigo e Ballò.
Giorgio Pesce

