Il Canale Taglio Nuovo di Mirano
Chiunque abiti a Mirano ha ben presente qual è il Canale Taglio: molti vanno a correre lungo la pista ciclabile che percorre la riva, altri ci passano a fianco in macchina per raggiungere la stazione dei treni, altri ancora abitano nelle case che costeggiano il lato destro di questo canale.
Ma forse pochi sanno l’importanza che ha avuto, a livello storico-commerciale, lo scavo del Canale Taglio Nuovo di Mirano.
Quest’ultimo venne scavato nel 1604, tagliando letteralmente in senso ortogonale altri sette corsi d’acqua. L’escavazione durò sette anni e terminò ufficialmente nel 1612.
La parola “Taglio” deriva dal fatto che il canale è stato scavato con una direzione perpendicolare al naturale deflusso delle acque verso la laguna di Venezia dei canali Pionca, Comunetta, Cesènego, Lusore, Menegon e del fiume Tergola, che furono convogliate al di là del nuovo canale grazie alla costruzione di sifoni in pietra sottostanti al letto del canale stesso. Proprio per questo, all’epoca, lo scavo di questo canale venne considerato un’opera di grande ingegneria idraulica.
Ma quale fu lo scopo di quest’opera?
Il Canale Taglio venne scavato con lo scopo di creare un collegamento fluviale diretto tra Mirano e le città di Venezia e Padova, con grandi benefici soprattutto a livello commerciale.
Il canale Taglio rese così Mirano un importante capolinea della navigazione fluviale veneziana. Questo collegamento fluviale del Taglio favorì lo sviluppo industriale, artigianale e commerciale della città di Mirano fino all’epoca dei trasporti su strada.
Oggi il Taglio non è più navigabile per via della sua bassa profondità, però, grazie alla pista ciclabile presente lungo l’argine, si può percorrere interamente in bicicletta e arrivare fino in Riviera del Brenta oppure fino al Parco del Menegon. Quest’ultimo è un’area verde dove i cittadini di Mirano possono fare esercizio fisico all’aria aperta, portare a spasso il cane o semplicemente ritrovarsi.
Questa nuova veste da percorso cicloturistico del Canale Taglio è sicuramente una bellissima risorsa per la città, dando la possibilità ai residenti di apprezzare questo storico canale e di mantenerne viva l’importanza.
Debora Foffano
Quest’ultimo venne scavato nel 1604, tagliando letteralmente in senso ortogonale altri sette corsi d’acqua. L’escavazione durò sette anni e terminò ufficialmente nel 1612.
La parola “Taglio” deriva dal fatto che il canale è stato scavato con una direzione perpendicolare al naturale deflusso delle acque verso la laguna di Venezia dei canali Pionca, Comunetta, Cesènego, Lusore, Menegon e del fiume Tergola, che furono convogliate al di là del nuovo canale grazie alla costruzione di sifoni in pietra sottostanti al letto del canale stesso. Proprio per questo, all’epoca, lo scavo di questo canale venne considerato un’opera di grande ingegneria idraulica.
Ma quale fu lo scopo di quest’opera?
Il Canale Taglio venne scavato con lo scopo di creare un collegamento fluviale diretto tra Mirano e le città di Venezia e Padova, con grandi benefici soprattutto a livello commerciale.
Il canale Taglio rese così Mirano un importante capolinea della navigazione fluviale veneziana. Questo collegamento fluviale del Taglio favorì lo sviluppo industriale, artigianale e commerciale della città di Mirano fino all’epoca dei trasporti su strada.
Oggi il Taglio non è più navigabile per via della sua bassa profondità, però, grazie alla pista ciclabile presente lungo l’argine, si può percorrere interamente in bicicletta e arrivare fino in Riviera del Brenta oppure fino al Parco del Menegon. Quest’ultimo è un’area verde dove i cittadini di Mirano possono fare esercizio fisico all’aria aperta, portare a spasso il cane o semplicemente ritrovarsi.
Questa nuova veste da percorso cicloturistico del Canale Taglio è sicuramente una bellissima risorsa per la città, dando la possibilità ai residenti di apprezzare questo storico canale e di mantenerne viva l’importanza.
Debora Foffano

