Esiste la realtà?
Spesso sentiamo, o pronunciamo, le parole “…è così”, “…è un fatto”, “…è la realtà delle cose”. In effetti il linguaggio quotidiano, di senso comune, ci fa dire che la realtà sia ciò che vediamo e percepiamo del mondo e non è facile, ne scontato, ipotizzare che ci possano essere diversi modi di concepire la realtà del mondo e delle cose che ci circondano. Vediamo assieme, allora, tre livelli di realismo.
Realismo Monista: scoprire la realtà.
La realtà è considerata unica, come qualcosa che c’è indipendentemente dalle categorie e strumenti che vengono utilizzati per conoscerla: la realtà è ontologicamente * data, è esterna all’osservatore, è un dato certo. Si parla di ente, fatto, dato, oggetto. L’oggetto, esiste a priori e in virtù di questo, con gli strumenti adeguati è misurabile. Per molto tempo le scienze si sono poste a questo livello di realismo avendo considerato il fatto scientifico corrispondente all’evidenza: è fatto scientifico ciò che noi osserviamo, il dato registrato in modo neutro, puro da idee preconcette e teorie. La metodologia è quella dell’osservazione pura e, attraverso la logica induttiva, si arriva alla formulazione di asserti a carattere generale: le leggi. Al realismo monista appartengono i paradigmi meccanicistici.
Realismo Ipotetico: conoscere la realtà.
Nei primi decenni del ventesimo secolo, nell’ambito dell’epistemologia in generale, si mette in discussione la natura del ‘fatto scientifico’. Popper afferma che, allo scopo di osservare, è necessario avere una questione ben definita in mente, una teoria, che possa guidare l’osservazione stessa. Egli contrappone all’osservazione induttiva il metodo ipotetico-deduttivo: la realtà dipende dalla teoria di partenza, ed è definita dalla stessa. A livello di realismo ipotetico la realtà è ontologicamente data, ma conoscibile solo attraverso le categorie conoscitive dell’osservatore. La realtà quindi non è unica, come nel realismo monista, ma è plurima, e conoscibile solo attraverso una teoria di riferimento. Quello che varia non è il mondo fisico, ma il modo in cui può essere conosciuto. Al realismo ipotetico appartengono i paradigmi relativistici.
Realismo Concettuale: costruire la realtà.
Se per il realismo ipotetico ha avuto un ruolo importante la teoria della relatività di Einstein, nel realismo concettuale ha avuto in ruolo principale il “Principio di indeterminatezza” di Heisenberg. “…data una particella, se ne può misurare la massa o darne la traccia, ma non è mai possibile fare entrambe le operazioni contemporaneamente”; egli sostiene che sono i processi che costruiscono la realtà. Ne consegue che la realtà non c’è, la realtà è indeterminata.
A livello di realismo concettuale la realtà è costruita in virtù delle categorie di conoscenza che vengono utilizzate per conoscerla in quanto tale. La realtà che viene ad esistere in un dato momento non è la sola realtà possibile, ma una di quelle possibili. La realtà è dunque un processo di conoscenza. Non ci si interroga più sul “perché” ma sul “come” in quanto come si conosce, determina cosa si conosce.
* Ontologia: studio della natura dell’essere, dell’esistenza e della realtà in generale.
Dott. Marco Boldrin, Psicologo – Psicoterapeuta
Membro e socio fondatore della Società Italiana di Psicologia Interazionista. e-mail: info@marcoboldrin.it web: www.marcoboldrin.it
Realismo Monista: scoprire la realtà.
La realtà è considerata unica, come qualcosa che c’è indipendentemente dalle categorie e strumenti che vengono utilizzati per conoscerla: la realtà è ontologicamente * data, è esterna all’osservatore, è un dato certo. Si parla di ente, fatto, dato, oggetto. L’oggetto, esiste a priori e in virtù di questo, con gli strumenti adeguati è misurabile. Per molto tempo le scienze si sono poste a questo livello di realismo avendo considerato il fatto scientifico corrispondente all’evidenza: è fatto scientifico ciò che noi osserviamo, il dato registrato in modo neutro, puro da idee preconcette e teorie. La metodologia è quella dell’osservazione pura e, attraverso la logica induttiva, si arriva alla formulazione di asserti a carattere generale: le leggi. Al realismo monista appartengono i paradigmi meccanicistici.
Realismo Ipotetico: conoscere la realtà.
Nei primi decenni del ventesimo secolo, nell’ambito dell’epistemologia in generale, si mette in discussione la natura del ‘fatto scientifico’. Popper afferma che, allo scopo di osservare, è necessario avere una questione ben definita in mente, una teoria, che possa guidare l’osservazione stessa. Egli contrappone all’osservazione induttiva il metodo ipotetico-deduttivo: la realtà dipende dalla teoria di partenza, ed è definita dalla stessa. A livello di realismo ipotetico la realtà è ontologicamente data, ma conoscibile solo attraverso le categorie conoscitive dell’osservatore. La realtà quindi non è unica, come nel realismo monista, ma è plurima, e conoscibile solo attraverso una teoria di riferimento. Quello che varia non è il mondo fisico, ma il modo in cui può essere conosciuto. Al realismo ipotetico appartengono i paradigmi relativistici.
Realismo Concettuale: costruire la realtà.
Se per il realismo ipotetico ha avuto un ruolo importante la teoria della relatività di Einstein, nel realismo concettuale ha avuto in ruolo principale il “Principio di indeterminatezza” di Heisenberg. “…data una particella, se ne può misurare la massa o darne la traccia, ma non è mai possibile fare entrambe le operazioni contemporaneamente”; egli sostiene che sono i processi che costruiscono la realtà. Ne consegue che la realtà non c’è, la realtà è indeterminata.
A livello di realismo concettuale la realtà è costruita in virtù delle categorie di conoscenza che vengono utilizzate per conoscerla in quanto tale. La realtà che viene ad esistere in un dato momento non è la sola realtà possibile, ma una di quelle possibili. La realtà è dunque un processo di conoscenza. Non ci si interroga più sul “perché” ma sul “come” in quanto come si conosce, determina cosa si conosce.
* Ontologia: studio della natura dell’essere, dell’esistenza e della realtà in generale.
Dott. Marco Boldrin, Psicologo – Psicoterapeuta
Membro e socio fondatore della Società Italiana di Psicologia Interazionista. e-mail: info@marcoboldrin.it web: www.marcoboldrin.it

