Auto e Moto d’Epoca: tra sogno e realtà si chiude l’edizione 2020.
Si chiude il sipario sulla 37 edizione della fiera dell’Auto e Moto d’Epoca di Padova, il più grande e importante salone internazionale per il mondo del motorismo d’epoca.
Per quattro giorni gli avventori, collezionisti e curiosi, hanno potuto lustrarsi gli occhi all’interno dei padiglioni tra le oltre 5000 auto delle principali case automobilistiche
o trovare il pezzo di ricambio per la propria auto. Un viaggio nella storia delle quattro ruote tra auto di lusso e piccole utilitarie, tra classiche esclusive e youngtimer, fenomeno in netta ascesa negli ultimi anni soprattutto tra le nuove generazioni di appassionati, oppure in cerca di automobilia per tutte le tasche e tutti gusti.
Altissimo il livello delle auto esposte in particolar modo spiccavano i pezzi esposti nella mostra organizzata nello stand ACI intitolata “L’ordinario diventa straordinario” che raccoglieva dieci modelli unici, tra i quali il bisiluro Tarf di Piero Taruffi, il Nibbio di Lurani e la Cisitalia D46 con cui gareggio Tazio Nuvolari, prototipi da corsa e bolidi da record con un unico grande denominatore: tutte auto ideate e modellare dal genio e dalla passione italiana per i motori.
Dalla creatività italiana alla celebrazione dei 50 anni della vittoria di Le Mans della Porsche con due 917 e una 908 con una mostra di prototipi dalla 550A Spyder del 1958 alla 925 gruppo C del 1990 attraversando un trentennio di pura passione tedesca per i motori.
Grande atmosfera di ottimismo e voglia di fare e guardare avanti anche tra gli addetti ai lavori, i Club e gli espositori che comunque hanno dovuto combattere con il calo di presenze intimorite dagli assembramenti, le limitazione alla circolazione degli stranieri (grandi protagonisti delle edizioni passate), e dall’aumento dei dati Covid di questi giorni.
Marco Barison
Officina Classica
Altissimo il livello delle auto esposte in particolar modo spiccavano i pezzi esposti nella mostra organizzata nello stand ACI intitolata “L’ordinario diventa straordinario” che raccoglieva dieci modelli unici, tra i quali il bisiluro Tarf di Piero Taruffi, il Nibbio di Lurani e la Cisitalia D46 con cui gareggio Tazio Nuvolari, prototipi da corsa e bolidi da record con un unico grande denominatore: tutte auto ideate e modellare dal genio e dalla passione italiana per i motori.
Dalla creatività italiana alla celebrazione dei 50 anni della vittoria di Le Mans della Porsche con due 917 e una 908 con una mostra di prototipi dalla 550A Spyder del 1958 alla 925 gruppo C del 1990 attraversando un trentennio di pura passione tedesca per i motori.
Grande atmosfera di ottimismo e voglia di fare e guardare avanti anche tra gli addetti ai lavori, i Club e gli espositori che comunque hanno dovuto combattere con il calo di presenze intimorite dagli assembramenti, le limitazione alla circolazione degli stranieri (grandi protagonisti delle edizioni passate), e dall’aumento dei dati Covid di questi giorni.
Marco Barison
Officina Classica

