SCELTE RESPONSABILI, O IRRESPONSABILI, CHE CONDIZIONANO LA VITA DEI CITTADINI
Il male dell’Italia rispetto agli altri paesi deriva dalla scarsa, se non inesistente, capacità di programmazione strategica del futuro e, di conseguenza, dai tempi enormi di realizzazione delle infrastrutture sul territorio oltre che dal loro costo di esecuzione pari anche al doppio o triplo di opere analoghe fatte all’estero, come emerso dai media in questi giorni. Quest’ultima è una delle cause del debito pubblico italiano purtroppo in continuo aumento che carica un fardello sempre più
pesante sulle spalle dei cittadini e delle generazioni future. Un esempio per tutti è il MOSE di Venezia.
Ne parlano da tantissimi anni, abbiamo speso fiumi di denaro pubblico, eppure non si intravede ancora la prospettiva dei benefici per il territorio. Anche Mirano purtroppo non sfugge a questo. Porto l’esempio del Comune di Santa Maria di Sala che, in poco tempo e con meno di 20.000 euro, ha installato un ascensore nel suo Municipio storico mentre Mirano, dopo anni di
discussioni e lungaggini, ha speso più di 150.000 euro per istallare nel suo Municipio un ascensore. Ulteriore lungaggine a Mirano si assiste con la realizzazione delle opere complementari al Passante di Mestre.
È trascorso, infatti, un anno dalla delibera di Giunta Regionale del Veneto che “ordina” al nostro Comune di dare avvio alle prime opere, delle quali però non c’è ancora traccia, con i fondi della progettazione di cui dispone addirittura dal 2011 e con gli ulteriori trasferimenti compensativi del Passante. Per questo ritengo utile rivolgere un accorato invito all’attuale maggioranza che governa Mirano affinché siano velocizzati i tempi di realizzazione delle opere previste dalla delibera regionale, ossia la pista ciclabile su Via Scaltenigo e l’impianto sportivo della frazione di Vetrego, per poi dare seguito anche alle altre opere per l’equivalente complessivo di 19 milioni di euro che spettano ai cittadini di Mirano e frazioni. Con riferimento alla pista su via Scaltenigo occorre, poi, ribadire la necessità di realizzarla lungo il percorso stradale e non dispersa in mezzo ai campi, come ipotizzato dagli uffici, per evitare che dopo aver atteso tanto tempo e speso somme considerevoli non sia nemmeno utilizzabile. Ugualmente per la frazione di Vetrego, che da sola convive con tre dei sei chilometri del tracciato miranese di autostrada, risulta fondamentale procedere con sollecitudine alla stipula della convenzione con CAV per ottenere i finanziamenti e realizzare i lavori al fine di rivitalizzare la frazione mettendo a disposizione una struttura sportiva di aggregazione sia per i suoi cittadini che per tutti i miranesi.
Detto questo, per affrontare e risolvere i problemi attuali e futuri merita ricordare anche il passato dal quale provengono. Per quanto riguarda il danno maggiore subito da Mirano nella sua storia, ossia il tracciato del nuovo Passante di Mestre, è doveroso fare presente quanto disposto dalla delibera n. 53925 Consiglio Provinciale di Venezia del 28 novembre 1996. Fu questo il momento nel quale “udita la relazione del Presidente e preso atto del documento preposto dallo stesso, il Consiglio Provinciale deliberò che al fine di mitigare l’impatto sul territorio il corridoio regionale doveva prevedere lo spostamento dell’attacco da Marano di Mirano nei pressi di Roncoduro”.
Bene, la presidente del Consiglio provinciale di sinistra di allora che propose e votò a favore della delibera era la miranese Luisa Conti, esponente illustre per molti anni della sinistra miranese, mentre tra i banchi della maggioranza miranese di allora sedeva uno schieramento sempre di sinistra con a capo il Sindaco Franco Marchiori ed in giunta l’attuale Presidente del Consiglio comunale Renata Cibin. La tragica conseguenza di quella decisione fu lo squarcio della frazione di Vetrego e del territorio di Mirano, raddoppiando oltretutto i chilometri, e quindi il costo, rispetto al tratto iniziale proposto dalla Regione del tracciato “Mira-Quarto d’Altino”.
Ricordato questo, riprendo e rilancio a nome dei cittadini la richiesta a questa maggioranza di procedere quanto più velocemente ed in modo determinato alla realizzazione di tutte le opere complementari al Passante, per compensare almeno in parte i disagi che la stessa parte politica ha contribuito in modo determinante a compiere sul nostro territorio.
Giorgio Babato Insieme per il bene comune”
È trascorso, infatti, un anno dalla delibera di Giunta Regionale del Veneto che “ordina” al nostro Comune di dare avvio alle prime opere, delle quali però non c’è ancora traccia, con i fondi della progettazione di cui dispone addirittura dal 2011 e con gli ulteriori trasferimenti compensativi del Passante. Per questo ritengo utile rivolgere un accorato invito all’attuale maggioranza che governa Mirano affinché siano velocizzati i tempi di realizzazione delle opere previste dalla delibera regionale, ossia la pista ciclabile su Via Scaltenigo e l’impianto sportivo della frazione di Vetrego, per poi dare seguito anche alle altre opere per l’equivalente complessivo di 19 milioni di euro che spettano ai cittadini di Mirano e frazioni. Con riferimento alla pista su via Scaltenigo occorre, poi, ribadire la necessità di realizzarla lungo il percorso stradale e non dispersa in mezzo ai campi, come ipotizzato dagli uffici, per evitare che dopo aver atteso tanto tempo e speso somme considerevoli non sia nemmeno utilizzabile. Ugualmente per la frazione di Vetrego, che da sola convive con tre dei sei chilometri del tracciato miranese di autostrada, risulta fondamentale procedere con sollecitudine alla stipula della convenzione con CAV per ottenere i finanziamenti e realizzare i lavori al fine di rivitalizzare la frazione mettendo a disposizione una struttura sportiva di aggregazione sia per i suoi cittadini che per tutti i miranesi.
Detto questo, per affrontare e risolvere i problemi attuali e futuri merita ricordare anche il passato dal quale provengono. Per quanto riguarda il danno maggiore subito da Mirano nella sua storia, ossia il tracciato del nuovo Passante di Mestre, è doveroso fare presente quanto disposto dalla delibera n. 53925 Consiglio Provinciale di Venezia del 28 novembre 1996. Fu questo il momento nel quale “udita la relazione del Presidente e preso atto del documento preposto dallo stesso, il Consiglio Provinciale deliberò che al fine di mitigare l’impatto sul territorio il corridoio regionale doveva prevedere lo spostamento dell’attacco da Marano di Mirano nei pressi di Roncoduro”.
Bene, la presidente del Consiglio provinciale di sinistra di allora che propose e votò a favore della delibera era la miranese Luisa Conti, esponente illustre per molti anni della sinistra miranese, mentre tra i banchi della maggioranza miranese di allora sedeva uno schieramento sempre di sinistra con a capo il Sindaco Franco Marchiori ed in giunta l’attuale Presidente del Consiglio comunale Renata Cibin. La tragica conseguenza di quella decisione fu lo squarcio della frazione di Vetrego e del territorio di Mirano, raddoppiando oltretutto i chilometri, e quindi il costo, rispetto al tratto iniziale proposto dalla Regione del tracciato “Mira-Quarto d’Altino”.
Ricordato questo, riprendo e rilancio a nome dei cittadini la richiesta a questa maggioranza di procedere quanto più velocemente ed in modo determinato alla realizzazione di tutte le opere complementari al Passante, per compensare almeno in parte i disagi che la stessa parte politica ha contribuito in modo determinante a compiere sul nostro territorio.
Giorgio Babato Insieme per il bene comune”

