FOTOGRAFARE PER COMUNICARE
Si fotografa sempre di più e la nostra giornata si completata con immagini digitali. Ci affacciamo tutti i giorni sul web e sui social network, inconsciamente prendiamo atto dell’importanza che riveste la fotografia nella comunicazione, ossia nel far passare il messaggio. La tecnologia, ma soprattutto gli smartphone hanno amplificato questo fenomeno.
I numeri di quante fotografie vengono pubblicate e condivise sono impressionanti, ma a guardarle bene poco hanno a che fare con la cultura fotografica e con la vera espressione artistica.
È sempre legittimo il detto che un’immagine vale più di mille parole. Tutti noi conosciamo l’enorme potere delle immagini;
sono momenti incancellabili nella nostra mente capaci di suscitare ricordi ed emozioni di qualsiasi genere. Proprio per questo motivo ormai la nostra società tende a vivere una vita per immagini, la nostra storia sarà costruita su sequenze di esse, dove le parole usate diventano davvero poche e lasciano lo spazio alle fotografie con il loro messaggio ed il loro immenso potere di suggestione.
I fotografi rendono immortali eventi storici, paesaggi, oggetti, situazioni e ogni persona dotata di una macchina fotografica digitale o del proprio smartphone può diventare messaggera di realtà locali d’interesse per tutti. Questo perché la fotografia è un potente mezzo che, oltre a rappresentare la realità, è capace di indurre sensazioni, illustrare simboli e valori e di evocarli invitando alla riflessione e, magari nel più felice dei casi, all’azione solidale.
Fotografare è come scrivere, con le immagini al posto delle parole. La fotografia è la scrittura con la luce, lo strumento più importante a disposizione del fotografo, oltre alla sua attrezzatura. La fotografia è un ‘media’ e come tale trasporta ‘informazioni proprie ed esclusive’, non riproducibili con altri sistemi. Sono queste informazioni ‘proprie ed esclusive’ non riproducibili, gli elementi da saper cogliere e valorizzare. La fotografia è un modo di rappresentare o evocare aspetti della vita, uno stile di pensiero, una disciplina tra arte e partecipazione adatta per interpretare il mondo che ti circonda, pieno di verità e falsità, come la fotografia stessa.
Il punto essenziale è essere ‘coscienti’ di cosa si vuole fotografare, ma più importante è sapere perché si vuole fissare quell’immagine, quel momento o quell’oggetto trasferendola dal reale al digitale. Può capitare anche al dilettante di fare una buona foto, però anche nel caso di una apparente buona foto, ad un occhio preparato che la vede non sfugge di capire se è frutto di casualità e fortuna o se invece l’autore voleva trasmettere qualcosa. Ed è proprio questo che fa la differenza con il professionista.
Fra i diversi modi di fare il fotografo, il nostro impegno è realizzare fotografie naturali che trasmettono un messaggio, una emozione, quella sottile sensazione di ‘bello’, cercando di limitare al massimo le attività di elaborazione successive.
Lavoriamo esclusivamente per le aziende e nel fotografare dobbiamo concentrarsi su cosa vogliamo ‘dire’ (esprimere) con quella foto e se le esigenze tecniche pongono dei limiti, è sempre meglio vedere dei limiti tecnici che delle carenze comunicative. Un bravo comunicatore con la fotografia è colui che sa sfruttare a proprio vantaggio carenze o impossibilità tecniche legate magari al contesto in cui sta operando. L’attenzione la spostiamo sempre e comunque sul tema di come utilizzare la fotografia, un uso dell’immagine in modo diverso dai tradizionali stili, deve essere nei pensieri e nella pratica di chi cerca nuovi modi di indurre sensazioni, nuovi modi di trasmettere informazioni importanti, soprattutto che lascino il segno, a supporto delle attività professionali delle aziende.
Ivan Bertoldo & Catia Livieri
GetaLook

