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Nessuna rivoluzione per il sistema delle bonifiche in Veneto

La maggioranza in Consiglio Regionale del Veneto non intende apportare modifiche sostanziali all’attuale legge “per la bonifica e la tutela del territorio” e soprattutto rimarrà invariata la norma che sancisce l’incompatibilità da parte dei soggetti che rivestono incarichi pubblici a ricoprire ruoli elettivi all’interno dei Consorzi di bonifica. E non ci sarà la possibilità per il presidente del Consorzio di accedere ad un terzo mandato, proposta che era stata avanzata ma ora definitivamente affossata.
Sono questi i due punti qualificanti illustrati dal vicepresidente dalla Giunta regionale, Gianluca Forcolin, intervenuto ad un incontro per parlare di bonifica promosso da Coldiretti ed al quale hanno partecipato anche i consiglieri Bruno Pigozzo, Francesco Calzavara e Fabiano Barbisan in rappresentanza della maggioranza e della minoranza consigliare. Forcolin ha inoltra annunciato che: «il 15 dicembre verrà convocata l’assemblea di rinnovo dei Consorzi di bonifica».

Dalla Giunta Regionale la promessa che non mancheranno i fondi per i progetti di tutela del territorio

Coldiretti ritiene che il modello di gestione dei Consorzi sia stato finora virtuoso, con operazioni di controllo e manutenzione del territorio basate sull’autogoverno, la sussidiarietà, l’autonomia finanziaria. «Un modello vincente – ha ricordato il presidente di Coldiretti Venezia, Andrea Collasu cui chiaramente è necessario continuare ad investire proprio per il ruolo fondamentale che i Consorzi ricoprono. Un compito davvero importante per aspetti che vanno oltre i momenti delle calamità: la sicurezza idraulica resta un aspetto nodale per la tutela dell’attività agricola, senza la quale rischiamo di veder finire sott’acqua o spazzati via dai continui nubifragi, milioni di euro di fatturato e anni di duro lavoro».
«Non abbiamo dubbi sull’efficienza della governance attuale ha concluso Forcolinabbiamo piuttosto necessità che si continui a mettere in campo progetti concreti che mirino all’efficientamento delle strutture e ad una sempre maggiore manutenzione del territorio per far fronte sempre al meglio alle calamità naturali purtroppo sempre più frequenti. Per dar corpo a questi progetti i soldi non mancano».