A tre partite dalla fine del girone di ritorno, si può iniziare a trarre qualche spunto
di riflessione sull’annata. Come sempre un bilancio può essere letto con punti di
vista differenti: il numero di vittorie conquistate, ad esempio, non ci soddisfa.
Non
lo reputiamo adeguato alle potenzialità della rosa ed alle capacità che potrebbe
esprimere. Ma se ci limitassimo a questa vista, saremmo sicuramente miopi. De
Gregori affermava che “non si giudica un giocatore solamente da come calcia un
calcio di rigore…” ma da una prospettiva più ampia. Allargando la vista, quindi,
possiamo dire che iniziamo ad esprimere un buon futsal: certo si può migliorare
ed evitare le disattenzioni non guasterebbe, ma l’evoluzione rispetto inizio anno
è innegabile. La maggior parte delle giocatrici viene dal calcio: un modo di giocare
completamente differente. Anche questo ci conferma il buon lavoro fatto fin
qui. Siamo la seconda miglior difesa del campionato: il rovescio della medaglia
è che segniamo meno di quanto costruiamo e questa è un’area di crescita su cui
lavorare.
Non possiamo dimenticarci la cosa principale: abbiamo riportato il futsal femminile a Mirano! Da un lato l’offerta di una decina di giocatrici che mettevano a disposizione una rosa, dall’altro una società alla quale va riconosciuto di aver saputo cogliere l’opportunità. D’altronde il Presidente Federico Favaretto da sempre sostiene che le società sportive come la nostra dovrebbero svolgere un ruolo sociale, di inclusione e coesione, al di là del mero spirito di competitività agonistico. Concludendo credo che la nostra sia stata una buona prima annata, con tutte le diff icoltà che le prime volte possono avere ma con la consapevolezza e la voglia di continuare a crescere per la squadra, la società e la comunità miranese.
Non possiamo dimenticarci la cosa principale: abbiamo riportato il futsal femminile a Mirano! Da un lato l’offerta di una decina di giocatrici che mettevano a disposizione una rosa, dall’altro una società alla quale va riconosciuto di aver saputo cogliere l’opportunità. D’altronde il Presidente Federico Favaretto da sempre sostiene che le società sportive come la nostra dovrebbero svolgere un ruolo sociale, di inclusione e coesione, al di là del mero spirito di competitività agonistico. Concludendo credo che la nostra sia stata una buona prima annata, con tutte le diff icoltà che le prime volte possono avere ma con la consapevolezza e la voglia di continuare a crescere per la squadra, la società e la comunità miranese.

