CONFINDUSTRIA: STATO DI SALUTE DELLE AZIENDE DEL MIRANESE

Confindustria, come ben noto è una associazione priva di scopi di lucro, interamente mantenuta dai contributi versati dalle aziende che, su base volontaria, hanno deciso di iscriversi. I contributi variano in base alla dimensione aziendale, lo scopo associativo e’ quello di rappresentare le aziende nel loro insieme e di fornire alle aziende associate alcuni servizi come ad esempio nei settori: fiscale, ambientale, sindacale, estero.

Nonostante “Confindustria” sembri rappresentare solamente il mondo dell’industria, in realta’ a questa associazione fanno parte anche innumerevoli aziende del settore dei servizi e del commercio ed in generale, aziende anche con poco personale, ma che hanno necessità di servizi particolari.

Ho voluto fare questa premessa perchè talvolta si pensa che certe associazioni siano dei carrozzoni mantenuti dallo Stato, ma questo non è il caso, Confindustria e Confindustria Venezia dipende per il suo mantenimento in vita, solamente dai versamenti degli associati con bilanci pubblici e trasparenti. Relativamente al Comune di Mirano, Confindustria Venezia associa un buon numero di aziende di diversi settori, come ben noto Mirano non ha una spiccata valenza industriale, vi sono solamente due zone industriali commerciali di dimensione tra l’altro contenute, con aziende per lo più del settore dei servizi e del commercio.

Lo stato di salute delle aziende miranesi risente molto della situazione economica complessiva nazionale, con aziende storiche che davano lavoro a molte persone, che hanno dovuto chiudere, vedi i casi della storica azienda di scope F.lli Salviato di Mirano o della azienda di sacchetti di polietilene Andelini, mentre altre sono riuscite a mantenersi in vita, attuando politiche di espansione in settori e/o mercati diversi, in ogni caso tutte hanno contratto al minimo i costi gestionali e il personale.

Anche il settore immobiliare che per tantissimi anni rappresentava un settore quasi privo di rischi in Mirano, dove ad esempio non si trovavano capannoni in affitto ne’ case a buon mercato, adesso ha un eccesso di offerta, per cui è molto semplice trovare capannoni industriali e case.

Diciamo che a Mirano forse l’unico “settore” che ha conosciuto crescite in questi ultimi cinque anni di forte crisi è stato il centro cittadino di Mirano, con una sua forte attrattività, dovuta ad una bella piazza, molti locali alla moda, la facilità di accesso, la presenza di molti parcheggi gratuiti intorno alla stessa, per cui molti giovani, specialmente nel week end che provengono da paesi vicini preferiscono Mirano.

A differenza di altri paesi come ad esempio Mestre, che ha scelto la strada di multare chiunque vi transiti nelle ZTL attraverso efficientissimi occhi elettronici, di avere di fatto solamente parcheggi a pagamento, tra l’altro permettendo la nascita di enormi centri commerciali nell’hinterland (ed i cui risultati si vedono: attività commerciali che chiudono, negozi vuoti, clienti che non vanno più a comprare nulla nel centro di Mestre, forte microcriminalità, ecc.), dicevo che nel tempo Mirano è riuscita a diventare una calamita in grado di esercitare una forte attrattività di persone che da altri paesi limitrofi la scelgono ogni giorno.

E’ di questi giorni la decisione del Comune di Mirano di non mettere ulteriori parcheggi a pagamento, va dato merito all’Amministrazione Comunale e alla sua Sindaca di aver ascoltato le varie voci del mondo dell’impresa e dei cittadini, non ultima quella del sottoscritto, che sottolineava i rischi di scelte che ostacolano la fruibilità di quello che è il nostro centro commerciale, culturale, direzionale: “La Piazza di Mirano”, e come nessun centro commerciale al mondo faccia pagare i parcheggi ai propri clienti. Diciamo che in questi anni di crisi è opportuno che tutti, qualunque ruolo si rivesta, debba far di tutto per salvaguardare l’occupazione e le aziende, per molti anni si è visto l’azienda solo dagli aspetti negativi si è pensato all’azienda come un qualche cosa che inquina, fa incidenti, sfrutta, è dedita al profitto (quasi fosse un’azione negativa e peccaminosa), adesso in questi anni, con ritmi di perdite di lavoro come in luglio, di mille persone al giorno, si sta riscoprendo che avere un lavoro è importante e un pò alla volta si sta comprendendo che sono solamente le aziende a creare lavoro, reddito, salari, stipendi. Quindi ogn’uno deve fare il suo per permettere alle aziende di sopravvivere, l’imprenditore deve persegue i fini aziendali, il lavoratore deve fare di tutto affinchè l’azienda sia più competitiva, la struttura pubblica deve costare di meno perché il livello attuale di tassazione è tale da non essere più conveniente produrre, gli amministratori locali e nazionali quando prendono le loro decisioni devono chiedersi “con questa decisione favorisco oppure creo un ostacolo in più alle aziende?”, solo così quando vi sarà questa consapevolezza del ruolo delle aziende e della necessità che queste debbano vivere e stare con le proprie gambe sul mercato, potremo iniziare ad uscire fuori da questa pesante e fortissima crisi.

Frasson dr. Pietro

referente di Confindustria di Mirano

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