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IL LIMITE È LA LINEA DI FONDO…?

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Ho sempre parlato della nostra rinomata squadra amatoriale polacca (Görnik FC- Mirano) dissertando brevemente su questo o quest’altro componente. Qualche accenno è stato fatto sul nostro gioco, sul nostro “mister” e sul prelibato “terzo tempo”. Questa volta è il turno del capostipite: il nostro “guru” per eccellenza. Si parla, naturalmente, del nostro inestimabile Gianni Titolo del quale, in poche righe, è un po’ difficile descrivere caratteristiche e qualità. È l’origine e da questa origine nascono tutte le novità ed iniziative. La nascita stessa della compagine dei Görnik FC- Mirano è opera sua e di qualche altro. L’invenzione stessa dello stemma, che appare sulle nostre divise: l’aquila polacca è fra le più eclatanti delle sue “invenzioni”. Questa creatività esplosiva gli vale il titolo di Gianni “Tritolo”.

A lui si deve la nascita del teatro surreale ed a questi spettacoli si sono letteralmente “scompisciate” intere famiglie e tanti miranesi e non. Sicuramente l’acme è stato raggiunto con l’inno della nostra squadra (parole di Titolo e musica del grande maestro Gambato). Si può andare anche oltre la linea di fondo e, dopo aver passato la ferrovia (la Venezia-Milano, che passa per Vetrego, naturalmente!), proseguire finché lo sguardo vede l’orizzonte. Ci sarà sempre un punto dove lo sguardo vede l’orizzonte e più ci spostiamo verso di esso più continuerà a tentare di raggiungerlo. Il “Bushidō dei samurai” da sempre persegue gli obiettivi che ha sempre creato e realizzato e che, quasi per miracolo, si rigenerano come in una meravigliosa macchina dal moto perpetuo. Perché ciò che è importante non è l’arrivo ma la via che si percorre! È come se l’imperatore (Hiroito) lo avesse incaricato di ricreare quel senso del dovere e quella abnegazione che è parte del patrimonio genetico del guerriero. È all’imperatore che si innalza l’inno, nel giorno del suo genetliaco, e non solo, è nell’alchimia dei testi delle canzoni che, nella metamorfosi del cambio, stringono tutti i Görnik a coorte anche se son pronti più alla cena piuttosto che alla …   Un vero druido che, da più di 5 lustri, raduna i suoi adepti attorno ad un “non obiettivo” dato che, come detto in precedenza la via, il Bushidō, è più importante di un qualsiasi obiettivo finale. La fine non c’è! Un “Gandalf il grigio” che ha creato e dato vita ad innumerevoli sabba dove, tuttavia, l’unico vero spirito che aleggia è quello “di ...vino”. È il suo piede fatato che distribuisce illuminanti suggerimenti e, sebbene lo scatto non sia più quello del felino, il suggerimento che ne sgorga (proprio come Idraulico Liquido) libera le vie del goal per i più giovani virgulti che danzano e sudano e sbraitano attorno alla fonte di ispirazione. L’aspetto sportivo il nostro predilige le corsie esterne ed incita sempre i suoi compagni anche quando si verificano alcuni (???!!!) tocchi di palla errati. Ha scritto decine e decine di motivetti e canzoni che noi tutti conosciamo, tant’è che il Presidente l’ha consacrato come il “Mogol universale” della nostra musica leggera. Motivi, ovviamente, di una certa epoca (anni ‘40/’60) rivisitati in maniera superba ed inimitabile del nostro Gianni. È degno di nota menzionare che tutti i suoi spartiti sono tradotti in una moltitudine di lingue: russo, cinese, polacco, tedesco e perfino giapponese! Nasce bravo chitarrista, ed il suo inimitabile stile viene affinato dalle scuole che hanno “sfornato” noti strumentisti quali Alberto Lazzari e Carlo Tonolo e qualche altro. È la sua graffiante voce, roca come quella del grido dei samurai ed armonica come “gatto che fa le fusa”, che richiama tutti ad innalzare i canti che uniscono le forze e come un fiume scorrono. In una strofa di uno dei suoi canti, quale perla di saggezza, si racchiude tutto il vero spirito sportivo della squadra che ha fondato e si condensano il suo pensiero e la sua filosofia :

Sentirai di lontano cantare una vacca

Canterà di una squadra di calcio polacca

Canterà di una squadra che gioca col cuore

e se non vince o non perde chissà, forse pareggerà.

Aleggia lo spirito di de Coubertin? Per caso si canta che, remissivamente, l’importante è partecipare? No. L’importante è dare tutto ciò che si ha, disinteressatamente. Dopotutto, si vinca o si perda o si pareggi…tanto “se magna!”. πάντα ῥεῖ (tutto scorre) fino a quando si mettono i piedi sotto al tavolo. Ho trascorso parecchi anni assieme a lui nel comune luogo di lavoro “bancario”, quando gli istituti di credito erano “vere banche” in cui si privilegiava prima il lato umano e proprio in questo il nostro Titolo era un vero maestro. Parlo ovviamente di tanti anni fa, quando l’attuale “guazzabuglio finanziario” non era ancora esploso. Per ultimo mi preme ricordare una delle sue ultime scoperte: il pollo con una coscia solo! Questo capita ogni lunedì quando torna dal mercato di Mirano. “Un uomo appartiene all’epoca, ma la sua fama è eterna” così dice Yamamoto Tsunetomo in HAGACURE – il codice del samurai.

E per dirla con le parole di Gianni:

Silvano Bertoldo - Giancarlo Tonolo特徴的な旅館 [Tokuchō-tekina ryokan (locanda caratteristica)]

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